Domotica e impulsi cerebrali

 La tecnologia e la sua incidenza sull’ambiente determina anche modifiche ai comportamenti ed apre possibilità nuove, prima impensabili. Si assiste, così, ad un’evoluzione inarrestabile. Questo aspetto è un tratto particolarmente rilevante dell’information society. Spesso le innovazioni tecnologiche sono in grado di offrire fantastiche opportunità all’uomo che se ne serve.

Di grande impatto è sicuramente la ricerca sugli ambienti domotici controllati da soli impulsi cerebrali, portata avanti da un team di neurologi, neurofisiologi e bioingegneri guidato da Fabio Babiloni, del dipartimento di Fisiologia e farmacologia della Sapienza, e da Maria Grazia Marciani, professoressa di neurologia di Tor Vergata.

L’ambiemte domotico realizzato in questa ricerca è in grado di attivare dispositivi come TV, cellulare, porte automatizzate, luci, videocamere, robot mobili, etc., mediante il riconoscimetno dell’attività elettrica cerebrale.

La notizia è stata diffusa sul sito della Sapienza – Università di Roma, in vista di un apposito collegamento alla trasmissione Elisir, che andrà in onda domenica 28 dicembre 2008 alle ore 21,30 su Rai Tre.

 

Dal sito della Sapienza si legge che la ricerca, realizzata in collaborazione con la Fondazione Santa Lucia, prosegue da dieci anni grazie ai finanziamenti di enti nazionali e internazionali (VII programma quadro europeo, progetto Tobi e Smart4all) e di fondazioni private (fondazione Telethon e fondazione Bnc), ha lo scopo di generare nuovi ausili per coloro che, a causa di patologie neurodegenerative o traumatiche, possono perdere o hanno perso del tutto il controllo volontario dei muscoli e con esso la capacità di comunicare con l’esterno. Lo sviluppo dell’ambiente domotico intende così mettere a punto una serie di tecnologie, incluse le interfacce fra cervello e computer, in grado di sostituirsi ai nervi periferici e ai muscoli. L’intento è quello di diminuire il livello di dipendenza dagli altri nelle attività della vita quotidiana e ridare alla persona un senso di privacy nella comunicazione e cura della propria persona

La notizia è stata ripresa anche da La Repubblica, ove si precisa che

Lo sviluppo dell’ambiente domotico intende così mettere a punto una serie di tecnologie, incluse le interfacce fra cervello e computer, in grado di sostituirsi ai nervi periferici e ai muscoli. Il prossimo passo, annuncia Fabio Babiloni è rendere invisibile il sistema, con l’abolizione della cuffia sostituita da piccolissimi elettrodi senza fili incollati sul cuoio capelluto, che comunicano con il computer grazie al sistema wireless. Il progetto, rivela Babiloni, ha catturato l’interesse anche dell’Agenzia Spaziale Europea “per un possibile sviluppo di un ambiente domotico di questo tipo anche nello spazio”.

 

Sicuramente tornerò a parlare di quest’argomento, che sto seguendo da tempo.

Un commento finora

  1. [...] tra uomo e computer è stata sperimentata, al di là della domotica, anche con altre applicazioni. Dal 1998, ad esempio, vengono condotte ricerche e sperimentazioni [...]


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